Voglio condividere con voi un concetto astratto.
Considerando che la realtà sia soggettiva e inerente a come l’individuo
cosciente di se stesso la concepisca possiamo supporre che la nostra realtà non
sia l’unica nell’universo. Un esempio semplice: lo squalo martello ha la
capacità di percepire la carica elettrostatica di un pesce a grandi distanze,
questo senza bisogno di nessun altro senso, semplicemente sente la sua
presenza. (Alcuni teorizzano che anche l’uomo abbia questa capacità se pur
limitata, ad esempio quando qualcuno arriva alle nostre spalle senza far rumore
o altro e noi lo percepiamo ugualmente. Teoria non del tutto infondata). Quindi
la realtà dipende da come si percepiscono i segnali esterni. Con la vista puoi
vedere con l’udito puoi sentire ecc. Quindi è possibile che ci siano molti
altri modi di percepire l’universo ma a noi del tutto sconosciuti.
Questa introduzione per affacciarci all’idea dell’anima.
Perché se esistono realtà a noi sconosciute che si affacciano su dimensioni a
noi inaccessibili, al nostro corpo così predisposto, allora è possibile che
l’anima esista e che faccia parte di due realtà: quella corporea e quella
“astratta”, che io definirei come quella emotiva e cosciente. La realtà in cui
risiedono la mente e le emozioni. Mentre in quella corporea regnano le leggi
fisiche basate sulla casualità, in quella astratta le cose tendono all’ordine
grazie all’intelligenza. Per questo l’uomo riesce a interferire sulla casualità
dell’universo rendendo tutto più “ordinato”. L’universo infatti tende al caos,
chi ha studiato l’entropia sa che nell’universo le leggi fisiche avvengono
sempre in un modo. Ad esempio: un sasso cade per terra. Segue la legge di
gravità. Dovrebbe rimanere li fino a quando un evento della natura non lo
sposti o non lo alteri. Invece arriva un bambino che prende il sasso e lo
lancia. In natura quel sasso non si sarebbe mai sollevato da terra per volare
via, invece il bambino permette che questo accada. Il che sembra andare contro
il normale avvenire delle cose.
Per questo credo che l’uomo faccia parte di entrambe le
realtà. E una necessità dell’altra per farci esistere. In che senso..
Credo che l’anima si sviluppi grazie alla vita. Il corpo
infatti che viene generato nella realtà corporea ha la capacità di interagire
con l’universo. Questo ci permette di prendere coscienza di noi stessi e di
assimilare tutte le informazioni necessarie alla formazione della nostra mente.
Così vivendo sviluppiamo la nostra anima che altrimenti non avrebbe modo di
crescere. Poi una volta morti, l’anima continuerebbe la sua strada nella realtà
“astratta” ( la chiamo astratta perché si collega facilmente all’idea di anima,
ma è una realtà del tutto concreta). Quindi senza la vita non ci sarebbe anima,
ed è per questo che la vita è così importante, è l’unica via che abbiamo per
prendere parte all’universo. La vita è quindi transitoria ma fondamentale.
Concludo invitandovi a pensare su questo: se un bambino
appena nato venisse subito sedato e fatto crescere fino all’età adulta in uno
stato di sonno perenne, una volta svegliato come si comporterebbe?
Sarebbe in grado di pensare da adulto? Direi di no, quindi
la sola crescita corporea non sviluppa la mente. Quindi senza esperienze non si
avrebbe altro che un corpo inadatto all’auto sostentamento. Per di più se l’individuo
morisse in questo stato la sua anima non si sarebbe formata e nella realtà “astratta”
di lui non vi sarebbe nulla. Questo mi fa escludere l’idea di anime già belle
pronte e coscienti prima ancora della nascita dell’individuo e quindi
escluderei anche la reincarnazione.
E per questo consiglio a tutti di vivere la vita
arricchendovi nell’anima e non solo nei beni materiali perché la vita corporea
è l’unica occasione che avrete per crescere veramente.